giovedì 19 giugno 2014

10 cose che forse non sai sull'allattamento al seno

Se hai difficoltà ad allattare il tuo bambino, ti sembra che non mangi abbastanza o vuoi qualche consiglio in più sull'allattamento al seno, sulle posizioni o vuoi sapere se il tuo bambino cresce bene o solamente fare due chiacchiere tra donne: contattami e sarò felice di aiutarti

Allattamento come nutrimento, esplorandone i benefici a livello medico e sociale e per il rapporto mamma- bambino. Ma anche allattamento al seno come diritto da rispettare e proteggere, aiutando le famiglie a metterlo in pratica e a ricevere il sostegno adeguato.
Un bell’incontro dal quale ci portiamo a casa tante cose, tante informazioni e consigli, alcuni già noti, ma anche altri che ci hanno colte impreparate e magari anche a voi…
Volete qualche esempio? Ecco le 10 cose che forse non sapete dell’allattamento:
1) il colostro, il latte prodotto nei primi giorni dopo il parto, rappresenta la prima vaccinazione per il bambino, perché è ricco di anticorpi che lo proteggono da infezioni e allergie, e lo è anche di cellule staminali, oltre ad essere il latte materno più digeribile e ad avere un effetto lassativo.
2) non esiste latte uguale a un altro. Il latte materno non solo varia da donna a donna a seconda di una serie di fattori quali il ciclo mestruale, l’età e la dieta della mamma, l’intervallo fra pasti, ma si trasforma nella sua composizione con il passare delle settimane e anche all’interno di una stessa poppata, prima più acquoso, per poi acquisire mano a mano una concentrazione più alta di grasso.
3) il latte materno apporta un contenuto di ferro di molto superiore a quello del latte vaccino: per una quantità di 100 g, l’assorbimento del ferro per il latte di mucca è del 10% a fronte del 50% di quello materno.
4) l’allattamento al seno permette al bambino di ricevere tutta una serie di sostanze quali enzimi, ormoni , anticorpi, antiparassitari non presenti in altri tipi di latte.
5) spesso ci preoccupiamo della quantità di latte assunta ma, più che a questo, dovremmo prestare attenzione alla frequenza. Lo stomaco di un neonato, infatti, è molto piccolo e cresce nel tempo, aumentando di conseguenza la richiesta: a 1 giorno ha le dimensioni di una ciliegia, a tre giorni quelle di una noce, a una settimana di una prugna, a un mese di un uovo. Meglio poco, ma più spesso.
6) un metodo utile per capire se l’allattamento sta procedendo bene è quello di controllare le feci del nostro bambino, che nelle prime settimane devono essere di un colore giallo-oro e liquide. Molte mamme pensano di tratti di diarrea e allarmate si rivolgono al pediatra, ma questo è, al contrario, un segnale positivo.
7) un altro modo per verificarne il corretto andamento è quello di contare i pannolini: se nelle prime settimane si aggirano tra i sei cambi per la pipì e i tre per la cacca, la situazione è nella norma.
8) se il vostro bambino piange dopo la poppata, non vuol necessariamente dire che il vostro latte non è nutriente e che ha ancora fame. Se la crescita è buona, il fatto che un bambino sia spesso irrequieto non significa che non sta mangiando abbastanza.
9) non esiste una sola posizione per allattare, ogni mamma trova quella che funziona per lei! Oggi molte scelgono quella semi reclinata – come se stessimo leggendo a letto con un cuscino dietro la schiena per intenderci – perché sfruttando la forza di gravità, il bimbo assume una posizione che permette alla mamma di stare più rilassata
10) è importante svuotare bene il seno, perché più la mamma svuota il seno, più ci sarà latte per la poppata successiva e si eviteranno accumuli e ingorghi che possono dare luogo a dolorose infiammazioni.


PERCHE' I NEONATI VOGLIONO STARE IN BRACCIO?

Nonostante negli ultimi decenni la visione dell’infanzia e della maternità sia cambiata, capita ancora spesso alle neomamme di sentirsi rimproverare perché tengono troppo in braccio i loro bambini.
La critica più comune è che così li viziano. Si tratta di una convinzione del tutto errata, che però può rendere le mamme molto insicure, perché da un lato l’istinto dice loro di assecondare le richieste dei loro piccoli, dall’altro lato le critiche sono sempre in agguato.
Ci dimentichiamo troppo spesso che siamo animali: se osservassimo il comportamento degli altri mammiferi, ci accorgeremmo che tutte le madri tengono a contatto strettissimo e continuo i loro piccoli fin dalla nascita e per un tempo di settimane o mesi. A causa della dimensione del canale del parto, i cuccioli d’uomo devono nascere dopo nove mesi di gestazione, molto prima di aver raggiunto il livello di maturazione degli altri primati non umani.
Questo fa sì che siano estremamente vulnerabili e quindi i più dipendenti dall’accudimento materno: ciò di cui hanno più bisogno, e che con il pianto richiedono, oltre ovviamente al nutrimento, è contatto stretto, contenimento e rassicurazione.
Gli esperti parlano infatti di endogestazione per indicare i nove mesi di gravidanza, e diesogestazione, ovvero dei nove mesi dopo il parto, periodo in cui i cuccioli per crescere hanno bisogno di rimanere a stretto contatto con la madre come se fossero ancora in utero. Esiste ormai una mole notevole di studi che dimostrano come la costante privazione del contatto fisico ed emotivo (fatto di sguardi, di abbracci, di carezze, di solerti risposte al pianto materno) nei primi mesi ed anni di vita abbia ricadute anche drammatiche sulla crescita sia fisica sia psicologica dei bambini.

Cosa fare allora? E come rispondere alle critiche?

  • Non lasciatevi toccare dalle critiche di quanti dicono che tenendo in braccio i bambini li si vizia. E’ un pregiudizio senza fondamento, gli studi mostrano che è vero proprio il contrario, quindi rispondendo alle richieste di contatto del vostro bambino gli state offrendo il nutrimento giusto per il suo mondo emotivo e per la creazione delle sue autonomie.
  • Rispondere prontamente al pianto dei bambini nel primo anno di vita non è viziarli: gli studi mostrano come i bambini che vengono lasciati piangere nei primi 3 mesi, piangono di più tra i 9 e i 12 mesi. Al contrario, i bambini che non vengono lasciati piangere, oltre a piangere meno nell’ultimo trimestre del primo anno, sviluppano più rapidamente competenze linguistiche alternative al pianto.
  • Paradossalmente, i bambini spinti troppo presto verso l’autonomia tenderanno a rimanere più dipendenti. Al contrario, i bambini che hanno trovato la rassicurazione di un abbraccio ogni volta che lo hanno chiesto, avranno creato dentro di sé un nucleo di sicurezza interna che permetterà loro di diventare più autonomi.
  • Infine, sfatiamo una volta per tutte la storia che bisogna lasciare piangere i bambini perché così “si fanno i polmoni”: i polmoni non sono mica muscoli, che a sforzarli si sviluppano di più!
E ora, godetevi i vostri bambini… tra le braccia e coccolateli!!



Tratto da: mammeacrobate.it

martedì 3 giugno 2014

NUOVI CORSI

INFORMIAMO LE FUTURE MAMME E LE NEO MAMME CHE SONO APERTE LE ISCRIZIONI AI CORSI A SANTA MARGHERITA LIGURE.



  • CORSO MASSAGGIO DEL NEONATO ANCHE PERSONALIZZATO: 4 TIPI DI MASSAGGI DIVERSI FINO AD 1 ANNO per aiutarti a massaggiare, ridurre le coliche e far rilassare  il tuo bambino garantendogli un sonno tranquillo.


  • CORSO DI ACCOMPAGNAMENTO ALLA NASCITA DOLCE
  • CORSO DI YOGA IN GRAVIDANZA


  • CORSI DEL DOPO PARTO: per aiutarti nella riuscita dell' allattamento e valutare l'attacco del neonato, per condividere con altre mamme il tuo percorso e per chiarire tutti i tuoi dubbi. Insegnerò come organizzarsi la vita di tutti i giorni con un neonato; sarà un cerchio dove le mamme si potranno confrontare tra loro.



PER INFO: Ostetrica Martina 3498885899
                  Mail: martich@alice.it



OVVIAMENTE TUTTO CIO' POTRA' ESSERE SVOLTO ANCHE A DOMICILIO E  IN ALTRE ZONE