venerdì 29 novembre 2013

Il Babywearing

La pratica del portare ha origini lontane nella storia dell’uomo: dal momento che i cuccioli d’uomo non erano in grado di seguire la madre dalla nascita si è reso necessario escogitare un altro sistema per trasportarli e per consentire un contatto esteso tra la mamma e il suo piccolo. 

Questo sistema di trasporto del proprio bambino racchiude in sé la risposta a tutti i bisogni di un neonato: offre contatto, contenimento, comunicazione ed, essendo esperte e pratiche, cibo. 

‘Portare un bambino’ vuol dire tenerlo stretto, cullarlo con i propri movimenti, rassicurarlo coi battiti del proprio cuore e col ritmo del respiro, mantenerne la temperatura costante, ripararlo dai rumori forti, rendergli, insomma, meno traumatico e più graduale il passaggio dalla vita intrauterina al nostro caotico mondo. 




Ma i benefici del babywearing non finiscono qui ... babywearing offre molti altri vantaggi, alcuni dei quali comprendono:

• Happy Babies.  I bambini piangono di meno! In uno studio pubblicato sulla rivista Pediatrics, i ricercatori hanno scoperto che Babywearing per tre ore al giorno, riduce il pianto del bambino  del 43 per cento complessivo e il 54 per cento durante le ore serali. 

• Bambini sani. Neonati prematuri e bambini con esigenze particolari spesso entrano nel mondo con i sistemi nervosi fragili. Quando un bambino cavalca in una fionda attaccato a sua madre, lui è in sintonia con il ritmo del suo respiro, il suono del suo battito cardiaco e movimenti di sua madre. Questa stimolazione lo aiuta a regolare le proprie risposte fisiche.

• I genitori Fiduciosi.. Tenendo i nostri bambini vicino al collo ci permette di diventare finemente in sintonia con i loro movimenti, i gesti e le espressioni facciali. Ogni volta che un bambino è in grado di farci sapere che ha fame, annoiato, o bagnato senza dover piangere, la sua fiducia in noi è aumentata, la sua formazione è migliorata, e la nostra fiducia è rafforzata. Questo ciclo di interazione positiva approfondisce il reciproco attaccamento tra genitore e figlio, ed è particolarmente utile per le madri che sono a rischio di o affetti da depressione post-partum. 

• Comfort e praticità. Con l'aiuto di un buon supporto ci si può prendere cura di bambini di età superiore o fare i lavori senza interruzioni frequenti. 






venerdì 22 novembre 2013

I SEGNALI DELLA FAME

Ecco qui una scheda che rappresenta i segnali della fame che precedono il pianto, tutte le mamme dovrebbero imparare a riconoscerli







La bugia della data presunta del parto.... Informiamoci bene!!!

La Bugia del DPP di Misha Safranski

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Siamo cosi' sicuri della durata della gravidanza che non pensiamo nemmeno di chiederci da dove vengono questi numeri e perche'. Chi ha deciso che la gravidanza dura 40 settimane?  La "data prevista" che ci viene fornita durante la prima visita prenatale è basata su queste 40 settimane e noi ovviamente la attendiamo con grande ansia. Se dopo questa magico giorno siamo ancora incinte, siamo "fuori termine" e da questo momento ogni giorno in più sembra non passare mai. Il problema di questa teoria della DPP a 40 settimane è che non si basa su fatti accertati, ma è solamente uno dei tanti miti relativi alla gravidanza e al parto che con il passare degli anni si è trasformato in uno standard accettato e riconosciuto soltanto perché "si è sempre fatto così".     

La follia della regola di Naegele

La data del parto a 40 settimane è basata sulla regola di Naegele. Questa teoria fu elaborata dal botanico Harmanni Boerhaave che nel 1744 trovò un metodo per calcolare la DPP basandosi sulla prova che nella Bibbia la gestazione umana dura circa 10 mesi lunari. Questa metodologia venne diffusa intorno al 1812 dal ginecologo tedesco Franz Naegele e da allora è diventata la regola per calcolare la data del parto. C'è però un difetto evidente nella regola di Naegele. Volendo essere rigorosi, un mese lunare (o sinodico - da luna nuova a luna nuova) dura in realtà 29,53 giorni, pertanto 10 mesi lunari sono circa 295 giorni, cioè 15 giorni in più rispetto alla gestazione di 280 giorni che crediamo sia quella regolare.  Infatti, senza alcun tipo di intervento, il 50-80% delle madri partorirà dopo le 40 settimane.

Variazioni nella lunghezza del ciclo

A parte il grave errore nel calcolo della data del parto  basandosi sul mese lunare, c’è anche un altro problema abbastanza comune associato alla formulazione della DPP di una donna: la lunghezza della gestazione è di solito calcolata su un ciclo di 28 giorni, ma non tutte le donne hanno un ciclo di 28 giorni. Alcune donne hanno un ciclo più lungo e altre un ciclo più breve, ed anche quelle che hanno un ciclo di 28 giorni non sempre hanno l’ovulazione esattamente il 14 di ogni mese. Se per esempio una donna incinta ha un ciclo decisamente più lungo e subisce l’induzione del parto perché la sua DPP è calcolata in base all’ultima mestruazione, allora il neonato potrebbe nascere prematuro, con tutti i rischi che questo comporta.

L’imprecisione dell’ecografia

Primo trimestre: 7 giorni

14 - 20 settimane: 10 giorni

21 - 30 settimane: 14 giorni

31 - 42 settimane: 21 giorni

Calcolare una DPP accurata

Alcune recenti ricerche offrono un metodo più accurato per calcolare la lunghezza della gestazione. Nel 1990 Mittendorf et Al. hanno realizzato uno studio per calcolare la durata media della gravidanza umana priva di complicazioni. Hanno scoperto che per le donne al primo figlio (primipare) la gravidanza aveva  una durata media di  288 giorni (41  settimane e 1 giorno).  Per le donne multipare, che cioè avevano già portato a termine una o più gravidanze, la durata della gestazione era di 283 giorni o 40 settimane e  3 giorni. Per calcolare facilmente la DPP con questa formula, una primipara dovrebbe prendere la data dell’ultima mestruazione, sottrarre 3 mesi e poi aggiungere 15 giorni. Le multipare dovrebbero sempre prendere la data dell’ultima mestruazione, sottrarre tre mesi ed aggiungere 10 giorni. Il modo migliore per stabilire una DPP accurata, indipendentemente dal metodo di calcolo che si utilizza, è tenere sotto controllo il  ciclo in modo da sapere il giorno della ovulazione. Ci sono alcuni programmi disponibili online che servono proprio a questo (consultate i link nella sezione risorse). La Couple to Couple League offre anche corsi su come monitorare il proprio ciclo.

ACOG e le gravidanze oltre il termine

Una delle cose più importanti da sapere durante la gestazione è che la ACOG (American College of Obstetricians and Gynecologists) sconsiglia, in una gravidanza normale, qualsiasi intervento prima del completamento di 42 settimane. Per questo è così importante conoscere la vera data del concepimento e la DPP.  Se subite delle pressioni per indurre il parto utilizzate le raccomandazioni della ACOG e ribadite ai medici e alle ostetriche la  data del parto calcolata in base al vostro ciclo. Questo sarà di aiuto a voi ed al vostro bambino e vi eviterà inutili traumi durante il travaglio e il parto. Ricordatevi, i bambini non conoscono i calendari, arrivano quando è il loro momento e di solito lo fanno senza alcuna complicazione se aspettiamo l’istante in cui sono pronti per nascere.

Fonti:
Mittendorf, R. et al., "The length of uncomplicated human gestation," OB/GYN, Vol. 75, No., 6 Giugno, 1990, pp. 907-932.
A
COG Practice Bulletin #55: Clinical Management of Post-term Pregnancy

OGNI VOLTA LA STESSA STORIA. L'OSTETRICA COSA FA?

LA GRAVIDANZA E L'OSTETRICA
Ogni volta devo raccontare a tutte le donne che incontro perché l’ostetrica può e DEVE seguire la gravidanza fisiologica.
Partire dalle evidenze scientifiche o dalle norme giuridiche mi sembra un po’ noioso anche se sono la base e il presupposto per quello che scriverò in seguito. Però per chiunque avesse voglia di saperne un po’ di più e tempo per leggere due cose date una sbirciatina ai link alla fine del post!
L’Ostetrica è la PROFESSIONISTA che si occupa, tra le altre cose, di seguire le gravidanze fisiologiche. Ma quando dico questo la prima obiezione è: “Scusa ma non è il ginecologo il più competente?”
Fortunatamente un famoso pediatra – Piermarini- mi viene in aiuto e nel suo libro “Sotto il camice niente” scrive: “il ginecologo è sì uno specialista ma in quanto medico dovrebbe esserlo della gravidanza complicata preparato quindi ad individuare prontamente se qualcosa non va. Questa sua impostazione professionale e mentale, come avviene per ogni altro tipo di specialista, anche se confrontata con una situazione prevalentemente fisiologica lo porta a prendere in considerazione, e perciò a rischiare di sopravvalutare, qualunque minima deviazione dalla norma, con una aumentata probabilità, ben documentata di un eccesso di esami anche invasivi, terapie ingiustificate, cesarei compresi,  e conseguentemente, di un danno per la coppia madre bambino.”
Visione troppo tragica? Probabilmente sì, ma pensate mamme che la gravidanza è un evento fisiologico, raramente patologico, che rischia di diventare tale se ad esempio ad ogni visita faccio una esplorazione vaginale. Esempio: io non visiterei – a meno di alcuni indicatori di patologia – una donna a 27 settimane. Ammettiamo invece che lei vada dal ginecologo che le mette le dita in vagina (scusate la crudeltà dell’espressione ma io non mi fare mai mettere le dita in vagina ogni mese e quindi uso espressioni forti) e sente che il collo dell’utero è in una posizione postero centrale e magari pervio al dito. Il bambino però ha la testa alta, la donna non ha mai avvertito mezza contrazione e sta bene. Ora, alcuni medici, con questo reperto vaginale potrebbero fare due cose: prescrivere il riposo assoluto alla donna condizionandole la gravidanza oppure dirle “Ah signora lei partorirà prima” e creare un’aspettativa che 9 volte su 10 non si avvererà.
Se non vi sembra abbastanza facciamo un altro esempio.
Esistono precise indicazioni su come e quando fare la curva da carico orale di glucosio ma spesso, visto che alcune donne strapagano la visita ginecologica ostetrica e visto che “non si sa mai”, alcuni medici la prescrivono di default. E a volte il rischio è di sovrastimare il diabete gestazionale cosa che condiziona la gravidanza ma ancor più travaglio e parto (induzioni e monitoraggi la fan da padrona).
Oppure ammettiamo che la donna faccia una ecografia ogni mese.
Credete che il feto sia contento?
La natura ci mostra i segni di benessere e ci lascia indagare ciò che va indagato, né più né meno.
Io e le mie colleghe abbiamo un limite ben definito, la patologia.
Ogni qual volta noi riscontriamo una patologia ecco il competente ginecologo che prende in carico la gravida e grazie al Cielo esiste la figura competente per la patologia. Ma se continuano a seguire di tutto un po’ non c’è il rischio che poi qualche medico non capisca bene il limite tra fisiologia e patologia? O ancora peggio non sia più “sul pezzo” per la patologia?
“se uno specialista vede pochi casi peculiari perde progressivamente la sua abilità”… Piermarini docet!
L’atra obiezione di solito è: “Ma sai il medico mi fa tutte le analisi mentre tu? Tu insomma, tante informazioni, tocchi la pancia, senti il battito e poi?”
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E poi… bè e poi ho fatto tutto quello che devo! Valuto che esami fare a seconda di quanto dice il Ministero, raccolgo le informazioni utili per sapere l’andamento della gravidanza, tocco la pancia con delle manovre specifiche, ausculto il battito, misuro la pressione, peso la donna, ne conto i battiti cardiaci insomma cerco di garantire il benessere delle diade da un lato con interventi non invasivi, dall’altro facendo tutto quello che posso per mantenere il benessere e la salute di entrambe e identificare prontamente segni – eventuali – di deviazione dalla fisiologia.
Ogni esame si porta dietro un rischio di errore di laboratorio che non va sottovalutato.
Insomma non è che perché siamo coloro deputate al controllo della gravidanza fisiologica sottovalutiamo qualcosa… insomma non significa essere frikkettone, flower power o altri simpatici appellativi che nel mio primo anno da ostetrica mi hanno accompagnato … con un sorriso!
Termino augurandomi che un giorno “Sotto il camice niente” sia regalato ad ogni studentessa ostetrica come buon auspicio! … e soprattutto carica un sacco!



TRATTO DA Ostetricapozza.wordpress

lunedì 18 novembre 2013

BREAST CRAWL


UNICEF, OMS e WABA, insieme alla comunità scientifica consiglia di 
iniziare l'allattamento al seno entro mezz'ora dalla nascita. L'evidenza mostra che un inizio precoce può prevenire il 22% di tutti i decessi tra i bambini al di sotto di un mese di paesi in via di sviluppo.


Ogni neonato, quando posizionato sull'addome della madre, subito dopo la nascita, ha la capacità di trovare il seno materno tutto da solo e di decidere quando fare la prima poppata. Questa è chiamata la 'Breast Crawl'